DI GISELLA CALABRESE – Torna il carismatico Pedro Alonso nello spin off de La Casa di Carta, divertente e incentrato su una storia d’amore più che sui furti

Tanto abbiamo aspettato e tante erano le aspettative intorno a Berlino, la serie spin off de La Casa di Carta, prodotto spagnolo di enorme successo la cui la storia dei ladri spregiudicati e un po’ disperati guidati dall’ipnotico El Professor tra i quali spiccava proprio Berlino, aveva conquistato proprio tutti. Lanciata sulla piattaforma Netlix a due giorni dall’inizio del 2024, la miniserie Berlino, divisa in otto episodi e il cui volto è ancora una volta quello del carismatico Pedro Alonso, è quindi un prequel de La Casa di Carta, in quanto gli avvenimenti in essa trattati si riferiscono ad anni precedenti al famigerato colpo alla Zecca di Spagna e il suo protagonista, Berlino, è ancora ignaro del duro destino che lo attenderà.

Plot

Creata e scritta da Álex Pina ed Esther Martínez Lobato, la serie è ambientata nella romantica Parigi e focalizzata sul personaggio di Berlino, alias Andrés de Fonollosa, nei suoi anni d’oro, intento a organizzare un nuovo, spettacolare colpo con una squadra di ladri molto giovani ed entusiasti, insieme al suo braccio destro Damián. L’obiettivo è la casa d’aste Chez Vienot che si trova proprio nella capitale francese, dove ruberanno in un ‘unica volta tutti i gioielli ivi custoditi, per un valore complessivo di 44 milioni di euro.

I personaggi

I complici di Berlino sono solo cinque, ovvero Keila (Michelle Jenner), ragazza timida e impacciata ma genio dell’ingegneria informatica; Damián (Tristán Ulloa), fidato compare di Berlino, professore universitario specializzato in ingegneria e fisica; Cameron (Begoña Vargas), ragazza complicata e problematica che alterna momenti di euforia ad altri di cupa disperazione, Roi (Julio Peña Fernández), giovane tormentato con una dramma familiare alle spalle che vede in Berlino il suo mentore e la sua figura maschile di riferimento e infine Bruce (Joel Sánchez, qui nel suo esordio come attore), l’uomo tutto muscoli e azione del gruppo.

A questi si aggiunge un altro personaggio chiave, la bella Samantha Siqueiros nel ruolo di Camille Polignac, moglie del direttore della casa d’aste obiettivo del colpo e di cui, suo malgrado, Berlino si innamora perdutamente.

Da menzionare anche due graditi ritorni provenienti da La Casa di Carta, le due poliziotte Raquel Murillo (che poi diventerà Lisbona) interpretata da Itziar Ituño, e Alicia Sierra Montes, interpretata da Najwa Nimri. Le donne andranno fino a Parigi per provare a catturare i ladri dello straordinario colpo ad opera di un gruppo sconosciuto di spagnoli.

Un elaborato colpo da maestro

Rubare tutti quei gioielli nella casa d’aste non sarà impresa semplice. I nostri protagonisti dovranno arrivarci per vie traverse, passando dal sottosuolo e ricreando un’illusione talmente perfetta da rendere impossibile capire come sia avvenuto il furto. Arte, menzogne, inganni, strabilianti congegni elettronici, ingengnerie informatiche, macchinari elaborati saranno tutti elementi fondamentali per la riuscita del piano.

Berlino, dal canto suo, come un vero leader, assegna i compiti ai suoi complici mentre lui passerà molto tempo ad osservare il direttore della casa d’aste, Alain Polignac e sarà proprio così che scoprirà la bella Camille. Spiare la moglie dell’uomo che vuole rubare metterà Berlino in uno stato di eccitazione ed euforia e quella che all’inizio doveva essere solo una storia intrigante di seduzione e sesso ben presto si trasformerà in passione, ossessione e amore. Era tutto calcolato o è un imprevisto che complicherà tutto il piano?

Berlino, un po’ dandy, un po’ eroe romantico

Fin dalle primissime battute è evidente che Pedro Alonso crea per questa serie che lo vede protagonista, un personaggio molto diverso da quello conosciuto ne La Casa di Carta, dove era freddo, cinico, disincantato, calcolatore e talvolta persino spietato. Potrebbe sembrare un errore di sceneggiatura, invece l’idea è quella di restituire un personaggio che, prima di scoprire di avere una malattia terminale, era un uomo molto diverso, entusiasta della vita.

Ed è così che infatti Berlino appare. Un esteta romantico, amante del lusso, delle belle cose, dell’arte, del buon cibo, delle belle donne. Un uomo che non beve mai dalla bottiglia, che veste con cura, che ha un’eleganza innata e un’irresistibile passione per il sesso femminile.

Non ce n’è una che riesca a resistere al suo fascino. Da subito, quindi, vediamo un Berlino incantatore, molto sopra le righe, col sorriso largo sempre pronto, che elargisce massime e consigli sulla vita e sull’amore come un maestro d’arte amorosa. Canta arie e canzoni in italiano, sorseggia i migliori vini del mondo e la sua scelta estetica rispecchia molto quella dell’intera serie, tra scenografie accurate, inquadrature dettagliate e una fotografia molto ammaliante.

Il furto, paradossalmente, passa quasi in secondo piano, dominato invece dalla passione romantica e dalle complicazioni che la storia d’amore – e la sua ossessione per Camille – procureranno a Berlino e a tutta la squadra. Anche i complici, d’altronde, non se ne staranno zitti e buoni a svolgere solo il compito a loro assegnato, ma scopriremo anche le loro debolezze, il loro passato, le loro motivazioni e i loro casini, innescando una serie contrattempi e ostacoli che riescono a rendere la trama avvincente, seppur in maniera minore rispetto alla “serie madre”.

Una serie fatta per divertire

Berlino piace, diverte ma in effetti non convince molto i fan appassionati delle prime due straordinarie stagioni de La Casa di Carta. Qui non abbiamo personaggi carismatici come Tokyo o Nairobi o Denver. La figura immensa di Pedro Alonso oscura un po’ tutti gli altri. È un prodotto fatto per intrattenere e divertire, non ci sono drammi psicologici strutturati né decisioni dilanianti. Sembra quasi che il target di riferimento sia un pubblico più giovane, con una fruizione veloce e senza troppe introspezioni psicanalitiche. D’altronde, come lo stesso Berlino accenna, il suo colpo è stato pensato in poco tempo, mentre quello di suo fratello gli ha richiesto tuta la vita ed è probabilmente per questo che, anche strutturalmente, la storia è più semplice ed immediata.

L’amore prima dei soldi

Berlino qui è una sorta di ladro gentiluomo che ruba per amore del lusso e della bella vita, ma ciò che più conta per lui è l’amore in sé: amare ed essere amato, quella passione dirompente che può colpirti in un piccolo bistrot di Parigi o in un caratteristico bar di Madrid, senza aspettarsi null’altro dal domani se non quell’entusiasmante sensazione di appagamento dei sensi, del trovare nella vita un significato fatto di istanti condivisi, respiri fusi insieme, armonia delle forme e dei sentimenti. D’altronde, l’amore diventa il perno anche degli altri protagonisti. Keila, impacciata nella vita vera che si rifugia in quella virtuale, ma quando scopre l’attrazione per l’altro sesso, la sua prospettiva muterà. Cameron, che per amore è quasi impazzita e che da un lato lo ricerca, ma dall’altro ne è troppo terrorizzata per riviverlo di nuovo. Damián, che ama sua moglie da oltre vent’anni, ma quando lei metterà in discussione il loro rapporto, lo getterà in una crisi profonda. Roi, che non si è mai innamorato di una ragazza finché non ne incontra una che lo intriga davvero e infine Bruce, che ha sempre avuto un rapporto molto fisico con le donne, ma ma senza mai lasciarsi andare al sentimento vero.

Insomma, ladri sì, ma con un cuore colmo di desideri.

E allora ben venga una seconda stagione – pare ormai cosa certa – in cui forse scopriremo se tra Berlino e Camille ci saranno ulteriori sviluppi ma soprattutto se il prossimo colpo saprà entusiasmarci e coinvolgerci di più.