La seconda puntata de La storia, episodi 3 e 4, vista ieri sera su Rai Uno, è ancora una volta molto suggestiva, di buona fattura, persino superiore alla prima, visto che presenta un personaggio nuovo come Elio Germano (chiamato Eppetondo dal bambino) nei panni di un partigiano trucidato dai nazisti ma che non tradisce i compagni.

La storia si evolve con Ida in fuga insieme a Giuseppe – che ormai tutti chiamano Useppe, vista la storpiatura che il bambino fa del nome -, poi con quel nome ce ne sono troppi al rifugio di Pietralata, dove sono accampati i senza tetto di San Lorenzo. Archibugi e Piccolo si trovano a loro agio con la materia drammatica e bellica, più di quanto non lo siano con la commedia (si veda il fallimentare Siccità), raccontano l’armistizio e le nefaste conseguenze dell’8 settembre con gli italiani che per i tedeschi diventano traditori da uccidere; descrivono la scelta partigiana del figlio Nino, la persecuzione degli ebrei, gli infiniti lutti e gli abbandoni in una situazione disperata. Il piccolo Useppe visita la base partigiana, conosce la fidanzata di Nino, assiste a un attacco tedesco, insomma, comincia a conoscere le vita e deve fare i conti con la morte del suo amico Eppetondo che gli lascia in eredità il materasso con un po’ di denaro. Molto intensa la parte della convivenza tra profughi napoletani e romani nel cascinale di Pietralata con episodi di intensa umanità e amicizie vere che nascono tra persone in difficoltà.

La storia di Elsa Morante è rispettata, non si rimpiange lo sceneggiato di Comencini con Claudia Cardinale – Yasmine Trinca è davvero brava! -, il racconto si segue con partecipazione, riesce la compassione nei confronti delle pene dei personaggi. Valerio Mastandrea si vede solo nel finale, nei panni del capo partigiano che rifornisce di armi i rivoltosi e che porta a Ida e a Useppe la triste notizia della morte del loro amico Eppetondo. Fotografia anticata stupenda. Ricostruzione di ambienti a dir poco perfetta. Costumi e scenografie che sono una gioia per gli occhi, sia la Roma di San Lorenzo bombardata che le campagne romane. Aspettiamo le prossime puntate con trepidazione.