DI GORDIANO LUPI – Farsa fantastica, più che commedia, con ottimi effetti speciali e il celebre duo siciliano in piena forma

Ficarra e Picone guidati da Francesco Amato si liberano da ogni preoccupazione di regia e si concentrano sulla recitazione di un soggetto scritto e sceneggiato da loro stessi, con la collaborazione del regista insieme a Lantieri e Testini. Farsa fantastica, più che commedia, con ottimi effetti speciali sia nella parte iniziale che nel finale circolare, intrisa di una religiosità autentica (altro che blasfemia!) e di una grande compassione verso gli ultimi. Aristide (Picone) è un angelo addetto al servizio postale di smistamento preghiere che viene incaricato da Dio (Giovanni Storti) e dal consiglio degli angeli di scendere sulla Terra per far nascere il nuovo Salvatore. Non tutto va come dovrebbe, perché Aristide, per errore, impone le mani sulla pancia di Nicola (Ficarra) – un professore di una scuola cattolica in crisi coniugale – e lo feconda miracolosamente.

Tutto il film parte da questo assunto, si sviluppa secondo una serie di contraddizioni che prevedono un temporaneo innamoramento tra Aristide e suor Luisa (Giannetta), passando per ricongiungimenti coniugali e improvvise rivelazioni che strappano il sorriso. Se vi aspettate il solito lavoro con Ficarra e Picone dove si ride a crepapelle non è il vostro film, se siete disposti ad accettare un’opera più matura, non scevra di ambizioni, la pellicola vi soddisferà. Molte citazioni per cinefili, da Psyco (Picone dietro la tenda della doccia sembra brandire un coltello) a Marcellino pane e vino (tutto il recital scolastico di Natale), passando per A qualcuno piace caldo (Nessuno è perfetto) – per tralasciare il film omonimo di Pasquale Festa Campanile – e il western all’italiana di Sergio Leone (incontro tra sindaco e Nicola incinto mentre suona la campana di un mezzogiorno di fuoco).

Film girato in tre mesi a Catania per le scene cittadine e a Montalbano Elicona per la parte che precede il finale, quando Nicola decide di andare a partorire in un paesino sperduto tra le montagne sicule. Santo Cielo regala sprazzi di cinema vero, diverse sequenze fotografiche ben fatte, alcune scene comiche che strappano il sorriso e una sceneggiatura lineare ma ricca di colpi di scena imprevedibili. Un film che parte bene, rallenta nella fase centrale, si riprende, per finire in bellezza nel secondo tempo. Molto buona la colonna sonora, sia il tema portante che alcune canzoni scelte per dare corpo alla storia (Un bacio piccolissimo). Montaggio perfetto, ché non si sente la fatica dei 120 minuti di commedia.

Non credo che deluderà i fan di Ficarra e Picone – bravi come sempre e affiatati alla perfezione – se non si lasceranno infastidire da alcune variazioni comiche sul tema della diversità e del femminismo. Una volta accettato l’assunto fantastico di partenza il film è credibile. In questi tempi grami per la commedia italiana non è poco.

Regia: Francesco Amato. Soggetto: Ficarra e Picone. Sceneggiatura: Ficarra e Picone, Francesco Amato, Davide Lantieri, Fabrizio Testini. Fotografia: Gherardo Gossi. Montaggio: Claudio Di Mauro. Musiche: Andrea Farri. Scenografia: Emita Frigato. Costumi: Cristina Francioni. Durata: 120’. Genere: Commedia (farsa) fantastica. Produttore: Attilio De Razza. Case di Produzione: Tramp Ltd, Medusa Film, Prime Video. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Interpreti: Salvatore Ficarra (Nicola), Valentino Picone (Aristide), Barbara Ronchi (Giovanna), Maria Chiara Giannetta (suor Luisa), Giovanni Storti (Dio Padre), Raffaele Braia (Arcangelo Gabriele), Antonio Pandolfo (barista), Luciano Messina (vicino di casa), Agostina Somma (vicina di casa), Manuela Ventura (avvocato di Giovanna), Mimmo Mignemi (sindaco del paese), Antonello Puglisi (prete del paese), Gino Carista (padre di suor Luisa), Mauro Spitaleri (abitante del paese); Carmelo Caccamo (infermiere).