DI GORDIANO LUPI – Commedia sexy a episodi con una grande Laura Antonelli

Il grande successo ottenuto da Malizia (1973) di Salvatore Samperi convince Dino Risi a dirigere Laura Antonelli in una divertente commedia erotica a episodi come Sessomatto (1973), dove la bella attrice è protagonista insieme a un ottimo Giancarlo Giannini. La pellicola registra la presenza di buoni attori come Duilio Del Prete, Paola Borboni e Alberto Lionello. Sessomatto è un piccolo capolavoro di erotismo malizioso costruito in nove episodi, sulle grazie di una stupenda Laura Antonelli – sexy e disinibita – che conquista la simbolica palma di nuova icona erotica.

Un allupato cameriere sveglia la padrona di casa con un rapido rapporto sessuale (Signora sono le 8); una coppia di baraccati mette in scena un rapporto composto di liti, amore e un esercito di figli sfornati in serie (Due cuori una baracca); un avvocato gerontofilo perde la testa per una vecchia (Non è mai troppo tardi); un novello sposo riesce a fare l’amore soltanto sui mezzi in movimento, quindi opta per il sesso in ascensore (Viaggio di nozze); un uomo abbandonato dalla moglie convince una prostituta a recitare il ruolo della consorte che torna a casa pentita (Torna piccina mia); una sexy suora diventa materia erotico – onirica che contribuisce a una donazione di sperma (Lavoratore italiano all’estero); una siciliana vendica il marito sposando il mafioso che l’ha ucciso e portandolo alla tomba con dosi massicce di sesso (La vendetta); un pugliese trapiantato a Milano s’innamora d’un travestito e alla fine scopre che è il fratello emigrante (Un amore difficile); un marito depravato invita un ospite a cena e si eccita vedendo la moglie che lo sollecita sessualmente (L’ospite).

Gli episodi – sceneggiati da Ruggero Maccari – sono molto rapidi, certe situazioni potevano essere più approfondite, ma almeno due segmenti sono piccoli capolavori della commedia all’italiana. Torna piccina mia, quasi amaro e commovente nel mettere in scena il perduto amore d’un uomo che vive nel ricordo della moglie fedifraga. Un amore difficile, interpretato da un grandissimo Alberto Lionello che veste i panni di Gilda, travestito innamorato che intona canzoni di Mina e adesca passanti. Un segmento comico che rappresenta uno dei primi tentativi di affrontare l’amore omosessuale andando oltre gli stereotipi e le gag volgari.

Il film si ricorda per la fantastica presenza di Laura Antonelli nei panni di una sexy suora vestita di bianco, interprete di un’intensa parte onirico – psichedelica (Lavoratore italiano all’estero) che nella fantasia del donatore di sperma si esibisce in pose disinibite. Protagonista in buona parte dei segmenti narrativi, meno rilevante in Non è mai troppo tardi – moglie annoiata del gerontofilo – del tutto assente nell’episodio Un amore difficile. Esce fuori alla grande come ricca francese che finge di dormire per abbandonarsi alle voglie del cameriere (Signora sono le otto), ma anche come borgatara volgare (Due cuori e una baracca) e moglie viziosa (L’ospite).

Protagonista assoluta ne La vendetta, dove Giannini è il marito defunto che si vede sdraiato sul letto di morte e nelle foto al cimitero quando – in una gag tipica dell’epoca – cambia espressione ascoltando i racconti erotici della moglie. Laura Antonelli è perfetta come donna vendicativa che si sposa con un mafioso per farlo crepare dopo uno sfibrante tour de force sessuale. Si doppia da sola, passa da un dialetto all’altro, spontanea ed efficace in ogni tipologia di ruolo, fantastica nelle interpretazioni sexy – maliziose. Giancarlo Giannini è bravissimo, interpreta personaggi sopra le righe, sottolineati da trucco pesante e caricaturale che ricordano certe caratterizzazioni di Tomas Milian. Recita da manuale la parte di un povero pugliese innamorato di un travestito, di un ospite imbranato concupito dalla Antonelli e di un marito tutto fumo e niente arrosto che si sblocca sui mezzi di trasporto. Paola Borboni interpreta un’anziana che ringiovanisce per merito dell’amore ma si vede soffiare l’amante da un più vecchia di lei.

Pippo Starnazza è un credibile mafioso, ma i due protagonisti assoluti sono la coppia Antonelli – Giannini, veri padroni della scena, coadiuvati da un grande Alberto Lionello. Da citare la battuta di Lionello: “Questa casa l’ha arredata l’architetto Baraldi!”. La sceneggiatura cita ironicamente lo scenografo Lorenzo Baraldi, abile realizzatore degli interni e di tutta l’ambientazione della pellicola. Dino Risi gira con ironia e molto garbo una commedia a episodi – genere difficile e un po’ sorpassato – affrontando un tema spinoso come il sesso bizzarro, le perversioni, i gusti sessuali atipici e i giochi erotici.

Non scade mai nel volgare, giocando le carte della seduzione erotica sempre ai limiti del si vede – non si vede, territorio già sperimentato da Samperi. Il film funziona e diverte a distanza di molti anni, ben sceneggiato, interpretato da attori in gran forma, dotato di una colonna sonora suadente e piena di ritmo composta da Armando Trovajoli. Molta tensione erotica, voyeurismo (sequenze spiate dal buco della serratura), provocazione, alcuni elementi che saranno utilizzati dalla commedia sexy: bagno con la schiuma che lascia intravedere, doccia malandrina, spalline che cadono, seni in rapida mostra, piedi che si muovono sotto il tavolo.

La critica alta non ama il film. Paolo Mereghetti (una stella e mezzo): “Mediocri barzellette pruriginose sceneggiate da Ruggero Maccari per una furbesca operazione commerciale”. Morando Morandini è più generoso (due stelle e mezzo, ma per il pubblico cinque stelle): “Maestro del film a episodi – a partire da I mostri (1963), inarrivabile prototipo di un sottogenere -, Dino Risi mostra la corda del suo talento in questi 9 episodi, in gran parte barzellette dilatate, di carattere erotico, con tutte le sue aberrazioni. Fa da collante la straordinaria performance di Giancarlo Giannini che si manifesta soprattutto sul piano mimico (la postura corporea) e il plurilinguismo dialettale”. Condividiamo il giudizio su Giannini, ma l’illustre critico dimentica una grandissima Laura Antonelli. Senza di lei il film non avrebbe avuto senso. Pino Farinotti concede tre stelle e parla di un film sul sesso nelle sue manifestazioni eccezionali.  Abbiamo visto lo stesso film?

Regia: Dino Risi. Soggetto: Dino Risi, Ruggero Maccari. Sceneggiatura: Ruggero Maccari. Fotografia: Alfio Contini (Technicolor). Montaggio: Alberto Gallitti. Scenografia e Ambienti: Lorenzo Baraldi. Costumi e Trucchi: Enrico Job. Musiche: Armando Trovajoli (dirette dall’autore). Edizioni Musicali: West – Adap (Roma). Direttore di Produzione: Mario D’Alessio, Gianni Cecchin. Aiuto Regista: Claudio Risi. Costumi: Gino Persico. Operatore alla Macchina: Sandro Tamborra. Fonico: Vittorio Massi. Fotografo di Scena: Ermanno Consolazione. Produttori: Pio Angeletti, Adriano De Micheli. Case di Produzione: Dean Film, Cinetirrena. Teatri di Posa: Icet/ De Paolis (Milano). Registrazioni Sonore: Fono Roma (Roma). Genere: Commedia Erotica a Episodi. Durata. 120’. Interpreti: Laura Antonelli, Giancralo Giannini, Paola Borboni, Duilio Del Prete, Alberto Lionello (Gilda), Lino Puglisi, Carla Mancini, Lorenzo Piano, Patrizia Mauro, Cinzia Romanazzi, Pippo Starnazza. Titoli episodi: Signora sono le otto, Due cuori e una baracca, Non è mai troppo tardi, Viaggio di nozze, Torna piccina mia, Lavoratore italiano all’estero, La vendetta, Un amore difficile, L’ospite.