DI GORDIANO LUPI – Dagli autori di Quasi Amici, una commedia gustosa che alterna momenti di azione al puro dramma

Il cinema francese contemporaneo insegna al mondo come si fa la commedia, partendo dalla vita, da problematiche importanti, esistenziali, inserendo variabili grottesche e divertenti, divagando su particolari sentimentali, persino drammatici, per condurre lo spettatore al lieto fine, dopo averlo fatto divertire e pensare. Pensiamoci bene, era la ricetta della commedia all’italiana, adesso perduta per rincorrere modelli para televisivi e improbabili storie senza capo né coda, interpretate da attori imbarazzanti. Nakache e Toledano – autori di Quasi amici – sono due registi interessanti che mettono all’indice un mondo sempre più consumistico destinato all’autodistruzione, parlando anche del riscaldamento globale, ma lo fanno con leggerezza, senza alcun atteggiamento didascalico. La storia si racconta in poche righe. Bruno (Cohen) e Albert (Marmai) sono due consumatori compulsivi iscritti a un gruppo di recupero, pieni di debiti fino al collo, che sperano in una sentenza positiva da parte della Banca di Francia per farsi cancellare la notevole cifra da restituire. A un certo punto frequentano un gruppo di attivisti ecologisti che con azioni originali mettono in evidenza la deriva del pianeta, solo per procurarsi guadagni personali. Alla fine qualcosa cambia, scatta la molla dell’impegno, grazie all’amore che sboccia tra Bruno e Valentine (Merlant). Una commedia gustosa, girata con una fotografia luminosa, ambientata molto bene in una Parigi contemporanea, tra interni casalinghi e spazi esterni cittadini, carrelli e panoramiche. I registi sanno il fatto loro anche come sceneggiatori, capaci di alternare momenti di azione e puro dramma, spezzando il ritmo e alleggerendo il tema con battute ficcanti e situazioni comiche.  Si ride molto, in una commedia è importante, ma la cosa non è scontata, viste le commedie nazionali che non sempre mettono al primo posto la comicità. I due attori protagonisti sono bravi, mettono di buon umore solo con l’espressività dei volti, non devono parlare più di tanto per smuovere il sorriso. Un film da vedere, senza trascurare il prologo iniziale con i Presidenti francesi che ripetono da sempre il tormentone è stato un anno difficile, né i titoli di coda sui quali scorrono immagini importanti, gli ultimi fili in sospeso per concludere la storia. Distribuito poco e  male, ha incassato quasi 86.000 euro nelle prime due settimane di circolazione nazionale grazie a I Wonder Pictures, visibile soprattutto alle sale Fice. Da recuperare, in mancanza di meglio, anche su quale canale televisivo.

Titolo originale: Une année difficile. Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Olivier Nakache, Éric Toledano. Musica: Grandbrothers. Fotografia: Mélodie Preel. Montaggio: Dorian Rigal-Ansous. Scenografia: Matthieu Guy. Trucco: Sandrine Monnerie, Romaric Colombini, Céline Vh. Produttori: Nicolas Duval Adassovsky, Hervé Ruet. Durata: 118’. Genere: Commedia. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Interpreti: Pio Marmaï (Albert), Jonathan Cohen (Bruno), Noémie Merlant (Valentine), Mathieu Amalric (Henri Tomasi), Grégoire Leprince-Ringuet (Quinoa), Luàna Bajrami (Antilope), Aissatou Diallo Sagna.